Il caffè, la “bevanda del diavolo” vietata alle donne: Oggi il caffè è la bevanda forse più diffusa al mondo, ma non è sempre stato così, soprattutto per le donne.
Quando il caffè arrivò in Europa tra il XVI e il XVII secolo, portato dagli scambi con il mondo arabo, suscitò molte perplessità. In Italia, questa bevanda scura e amara fu a lungo vista con sospetto, tanto da guadagnarsi il soprannome di “bevanda del diavolo”.

Perché? In parte per gli effetti eccitanti della caffeina, che contrastavano con l’immagine di moderazione e autocontrollo predicata dalla Chiesa, tanto che, in Europa (e in Italia), alle donne, per lungo tempo, fu vietato bere caffè, o comunque era considerato “disdicevole” per loro. Si temeva che potesse renderle “troppo vivaci, troppo sveglie, troppo indipendenti” — qualità non esattamente desiderate in una società patriarcale.
Bere caffè nei Caffè pubblici era spesso visto come un comportamento da uomini o da donne “poco rispettabili”.
Il caffè “duro”
Tra le pagine di un vecchio libro di ricette della mia città, Siena, troviamo un interessante dessert che mi ha subito colpita per il suo legame con il mondo del caffè, al centro delle mie esperienze linguistiche.
Nel suo ricettario, “Dolcezze di Toscana”, Giovanni Righi Parenti (un farmacista senese esperto di cucina locale, che, oltre a gestire la sua farmacia nel cuore della città, dal 1750, è stato autore di vari libri culinari) troviamo un dessert dal nome particolare “ Caffè Duro”.
L’autore non riporta una data precisa per la nascita di questo dessert, ma so che è ancora presente sul menù di alcuni ristoranti di Montalcino (una cittadina in provincia di Siena) con il nome di “caffè in forchetta”. 
Quello che a me interessa (oltre che assaggiare ovviamente questa delizia) è la storia di questo dolce. Pare che, a Montalcino, regno del famoso vino Brunello, il dessert fosse servito a fine cena alle signore, insieme a “biscottini e Vin Santo”, mentre i signori, gli uomini, sorseggiavano un forte caffè in tazza .
Perché questa differenza?
Il caffè, per le sue proprietà stimolanti ed eccitanti, come già abbiamo detto, ai tempi era considerato una bevanda “non adatta alle signore”.

Così, le donne di Montalcino, che non avevano nessuna intenzione di essere escluse dai piaceri della tavola (e della vita in generale), avevano escogitato un interessante modo per gustare il caffè senza dare scandalo ed evitare discussioni: lo mascheravano da dessert! Un innocuo budino.
Questo consentiva anche alle signore, di poter apprezzare il gusto del caffè, senza che sembrasse “disdicevole”.
Esistono versioni della ricetta nelle quali, il caffè è diluito nel latte, per attenuare gli effetti della caffeina. Il dessert diventò presto di gran moda e consumato in vare occasioni, ma, come tutte le mode, ad un certo momento, perse la sua popolarità.
Montalcino e Ricette di cucina
Il merito del suo ritorno in auge, si deve senza dubbio alla signora Cinelli Colombini che lo ha pubblicato nel suo libro “66 ricette di cucina montalcinese”, dove trascrive ricette della tradizione orale del territorio.
In questa pubblicazione riappare la ricetta del budino al caffè ed è forse proprio grazie a questa, che possiamo ritrovarlo nei menù dei ristoranti della zona con il nuovo nome di “ caffè in forchetta”
Trovate QUI la ricetta originale di Righi Parenti .
Se invece avete voglia di provare una versione più moderna, vi lascio con la ricetta di Sabrina Fattorini del blog Architettando in cucina. (da qui la foto – Architettando in cucina https://www.architettandoincucina.it/)
☕ Curiosità
- Il primo caffè europeo aprì a Venezia nel 1683, ma le donne ci misero decenni per essere accolte come clienti abituali.
- In alcune città italiane, si temeva che il caffè potesse “incoraggiare le donne a discutere di politica o religione” – argomenti ritenuti tabù per loro.
- Con l’Ottocento e i primi movimenti di emancipazione femminile, il caffè diventò pian piano “un simbolo di modernità” anche per le donne.

Oggi le cose sono ben diverse: il caffè è parte della quotidianità di milioni di donne italiane – dalla moka del mattino, al rituale del caffè al bar con le amiche. Ma ricordare il suo passato “proibito” ci mostra quanto anche una semplice tazzina possa raccontare una storia di cambiamento sociale.
VOCABOLARIO
Bevanda = qualcosa da bere , di solito non alcolica
Soprannome = un nome dato tra amici , sinonimo di nomignolo
Disdicevole= non adatto , non conforme alle regole sociali
Forchetta = utensile da tavola per mangiare cose solide
Sorseggiare = bere a piccoli sorsi, un po’ alla volta
Budino = come un pudding inglese. Il tipico budino è il Crème caramel ma esistono anche tipi più solidi come , il budino di riso, cotto in forno.
Traduzione in Inglese :
Coffee: The “Devil’s Drink” Once Forbidden to Women

Today, coffee is arguably the most widely consumed beverage in the world—but it wasn’t always so accessible, especially for women. When coffee first arrived in Europe between the 16th and 17th centuries—brought through trade with the Arab world—it stirred quite a bit of suspicion. In Italy, this dark, bitter beverage was met with distrust and even earned the nickname “the devil’s drink.”
Why? Partly because of caffeine’s stimulating effects, which clashed with the ideals of moderation and self-control promoted by the Church. That’s why, in much of Europe—and in Italy as well—women were banned from drinking coffee for a long time, or at least strongly discouraged from doing so. It was feared that coffee would make them “too lively, too alert, too independent”—qualities far from desirable in a patriarchal society.

Drinking coffee in public cafés was considered a male habit—or something done by “less respectable” women.
“Caffè Duro”: A Dessert Born from Rebellion
While leafing through an old recipe book from my hometown of Siena, I stumbled upon an intriguing dessert that caught my attention—not only for its connection to coffee but also because it links directly to the my language lessons about coffee culture.
In his cookbook “Dolcezze di Toscana”, Giovanni Righi Parenti—a Sienese pharmacist and expert in local cuisine who ran a historic pharmacy in the heart of the city since 1750—mentions a dessert with a curious name: “Caffè Duro” (literally, “Hard Coffee”).
Though the author doesn’t specify when this dessert originated, I noticed it on the menus of several restaurants in Montalcino, a small Tuscan town famous for its Brunello wine, where it goes by the name “caffè in forchetta”(“coffee on a fork”).
Montalcino women and coffee
What intrigued me most—besides tasting it, of course—was the story behind this dessert. Apparently, in Montalcino, while men would end their dinner sipping strong espresso, women were served this delicate coffee pudding alongside “biscottini and Vin Santo” (a traditional local dessert still found eveywhere in Tuscany). But why the difference?
As previously mentioned, coffee’s stimulating properties made it “unsuitable” for women at the time. The women of Montalcino, however, had no intention of missing out on the pleasures of the table—or of life, for that matter. So they came up with a clever way to enjoy coffee without raising eyebrows: they disguised it as dessert. A harmless pudding.
In some versions of the recipe, the coffee is even diluted with milk to soften its effect. The dessert quickly became fashionable and was served on many occasions—though like many trends, it eventually faded away.
The Revival of a Forgotten Taste
The revival of this unique dish is largely thanks to Donatella Cinelli Colombini, wine maker and writer, who included it in her book “66 Ricette di Cucina Montalcinese”, which documents traditional recipes passed down orally in the region.
📖 [Link to the book](https://www.lef.firenze.it/it/libro/66-ricette-di-cucina-montalcinese)
In this publication, the coffee pudding reappears, and thanks to it, the dessert can once again be found in local restaurants—now under the new name”caffè in forchetta.”
You can find the original recipe by Giovanni Righi Parenti here: [Original Recipe – Tuttatoscana.net](https://tuttatoscana.net/storia-e-microstoria-2/caffe-duro-o-in-forchetta/)

Or, if you’re curious to try a more modern version, check out the recipe by Sabrina Fattorini on her blog Architettando in Cucina -[Modern Version – Architettando in Cucina](https://www.architettandoincucina.it/2017/03/caffe-in-forchetta.html)
☕ Did You Know?
- The first European café opened in Venice in 1683, but it took decades before women were allowed in as regular customers.
- In some Italian cities, people feared that coffee might “encourage women to discuss politics or religion”—topics deemed inappropriate for them at the time.
- With the rise of women’s emancipation in the 19th century, coffee began to symbolize modernity and liberation for women as well.

Today, things couldn’t be more different. Coffee is part of the daily life of millions of Italian women—from the moka pot in the morning, to the ritual espresso at the bar with friends. But remembering its once “forbidden” status reminds us how even a small cup of coffee can hold a powerful story of social change.